Progetti Fikafutura

Fikafutura: F K F L A B

LABORATORIO DI TEATRO SPERIMENTALE
Primo modulo
Confronto sulle Criticità riscontrate nel lavoro
Esercizi guidati di attitudine alla consapevolezza

All’inizio di ogni laboratorio sarà proposto un confronto sulle difficoltà incontrate nel corso del lavoro per poter condividerle e conoscerne le somiglianze e le differenze riscontrate tra partecipant*.
La prima parte di ogni incontro sarà composto da esercizi di consapevolezza sia del corpo che dello spazio per favorire l’attenzione verso l’individuazione e valorizzazione delle proprie sensazioni corporee nel presente.

Secondo modulo
Esercizi Teatrali nello Spazio

Lo studio del movimento nello spazio corrisponde al secondo livello di analisi. Pensando al corpo come allo strumento per questa esperienza, sono pensate una serie di attività, dal riscaldamento iniziale allo stretching finale di defaticamento. In questo modo lo spazio diventerà strumento di lavoro condiviso e spazio interno inteso come spazio corporeo individuale.
Tramite uno studio continuativo di alcuni esercizi corporei sarà disciplinato l’approccio
all’oggetto di studio per tenerne una memoria corporea e processsuale. Si è pensato di
sviluppare il lavoro sulla coralità a partire da esercizi comuni guidati dal conduttore ed in seguito proporre a* partecipant* di essere loro stess* protagonist* nella guida del gruppo.
Questa alternanza permetterà al gruppo di conoscersi meglio e rendere più naturale il lavoro dell’improvvisazione.

Terzo modulo
Studio dell’improvvisazione e costruzione di partiture nello spazio

Il terzo livello di lavoro, complementare ai precedenti, riguarda lo studio dell’improvvisazione e della messa in scena tramite la costruzione di partiture nello spazio; studio incentrato sulla ripetitività del movimento scenico al fine di trovare la veridicità dell’interpretazione tramite lo strumento “corpo” piuttosto che “mente”. Questo permetterà a* membr* del gruppo di sperimentarsi in diversi ruoli durante il laboratorio per poi giungere alla quarta parte del lavoro dove saranno valorizzate le peculiarità personali secondo gli interessi specifici che guidano * partecipant* a frequentare il laboratorio di teatro.

Quarto modulo
Costruzione del personaggio

Nello studio del comportamento non verbale si riconosce l’uso del linguaggio dei segni,
dell’azione e dell’oggetto. Se i segni corrispondono al linguaggio gestuale e l’azione a tutti quei movimenti non usati per segnalare qualcosa, il linguaggio dell’oggetto corrisponde all’esibizione intenzionale e non di cose materiali. L’abito è un linguaggio d’oggetto. Esploreremo l’abito ed il suo indossarlo ripercorrendo gli strumenti usati negli altri moduli e lasciando spazio all’essenza di questo lavoro: l’improvvisazione. Ogni volta non si sa cosa
succederà, ma per un attimo vivremo una verità condivisa nel hic et nunc.

L’obiettivo di questo lavoro è quello di creare un percorso duraturo nel tempo dove, una volta costituitosi un gruppo di lavoro, si possa sviluppare il tema dell’identità del
personaggio tramite la ricerca della consapevolezza spazio-temporale. Durante il percorso abbiamo tra i nostri obiettivi rintracciare performer interessat* a sviluppare con noi delle performance oltre il contesto del laboratorio. Questo obiettivo però non coincide con il laboratorio in sé, dato che questo spazio è uno spazio aperto a tutt*, dove non è richiesta nessuna esperienza pregressa o predilezione alla messa in scena. L’obiettivo del laboratorio in sé e di sviluppare il concetto di espressione tramite il lavoro collettivo, riconoscendo al gruppo il merito di una grande forza scenica e di potenziamento delle capacità individuali nel riconoscere gli stimoli, selezionarli, ottimizzarli assieme per giungere ad un’esperienza performativa. La soggettività sarà valorizzata dal gruppo stesso e non sarà il conduttore o * soggett* singol* a orientare i protagonismi, l’obiettivo è quello di valorizzare assieme uno spazio espressivo libero.

E’ importante che ci comunichiate prima qualsiasi forma di difficoltà fisica dato che questo lavoro usa il corpo come principale strumento di espressione e quindi è previsto
affaticamento.
Suggeriamo (INVITIAMO CALDAMENTE) di portare con sé una bottiglia d’acqua, un
asciugamano e del deodorante e di vestirsi da ginnastica.

Per questo lavoro prendiamo spunto da vari metodi di lavoro, tra i quali quello di Jan Fabre, regista belga. Teniamo ad esplicitare che noi non ci riferiamo alla sua vita privata o al suo modo di approcciare * performer ma al metodo di lavoro orientato allo studio dell’interpretazione a partire dall’uso del corpo e dal far emergere dalla fatica fisica la verità del movimento. Purtroppo accade che grand* artist* abbiano peculiarità personali spiacevoli. Ma a quelle non vogliamo fare riferimento in alcun modo dato che non riguardano il lavoro in sala. Il nostro obiettivo, sulla traccia del suo lavoro, è quello di portare in scena una real-time performance, dove non è necessario costruire prima il
personaggio ma emerge nel qui ed ora della scena. Suggeriamo a riguardo di guardare suoi lavori come : “This is theatre like it was to be expected and foreseen” e “Mount Olympus".

Di seguito un’intervista di Jan Fabre teaching Group dove un* collaborator* e Fabre
descrivono alcune caratteristiche del loro lavoro:
Jan Fabre Teaching Group, Artist Interview, IWFTheatre (2016) https://youtu.be/
jGW3vfSG6kY
About Jan Fabre (2018) https://www.troubleyn.be/eng/about-jan-fabre

Questo lavoro non ha scopi terapeutici o di intervento su problematiche specifiche in
relazione a questioni emotive private. È un laboratorio di teatro sperimentale dove si cerca di focalizzare l’espressione performativa sullo studio essenziale del movimento corporeo.
L’introduzione di costanti fisiche, come le varie regole degli esercizi fisici, possono
inizialmente mettere in difficoltà alcun* di noi in quanto, osservando semplicemente sé o * altr* nel lavoro e riscontrando somiglianze e differenze nelle capacità comuni o in quel che non si riesce rispetto a* altr* ci si può trovare “irrigidit*”. Il lato positivo è che queste difficoltà di espressione fisica sono esplorabili, lavorabili e appartengono in modo, misura e intensità diversa a tutt* * partecipant*. Per questa ragione si rivelerà fondamentale il confronto iniziale sulle difficoltà riscontrate nel lavoro dai prossimi incontri, così da confrontarsi con * altr* e riconoscersi o meno nelle difficoltà de* altr*.

Modulo consenso informato
Durante il lavoro vorremmo riprendere alcuni vostri movimenti corporei, come mostrato nei vari video pubblicati, al fine di creare un documentario più avanti. Per questa ragione ad ogni partecipante sarà proposto un modulo di consenso informato. Qualora non siate d’accordo potete dircelo tranquillamente e lavoreremo il materiale solo di chi ci autorizza.

Per maggiori informazioni e/o iscrizioni, scriveteci a fikafutura@gmail.com

MEMBRI DEL COLLETTIVO FIKAFUTURA
Virginia Roghi dal 2011 al 2016 ha studiato a Roma psicologia e teatro sperimentale a partire dagli studi di Jan Fabre; laureata in Psicologia Clinica, a Milano lavora presso un associazione che si occupa di ricerca in psicologia applicata e laboratori espressivi. Conduce FKF LAB valorizzando uso del corpo, degli oggetti e della voce guidando i partecipanti fino alla pura improvvisazione, quella che coglie impreparato pure chi la fa.

Katatonic Silentio è una sound designer e ricercatrice indipendente in sonic e performing arts, nuove tecnologie, studi di genere e sul corpo.
Tra le espressioni musicali e culturali che la spingono ed alimentano troviamo la sound art, l’art-ivismo e la queer culture di più ampio spettro. Musicalmente, i suoi set spaziano da atmosfere profonde a veloci passaggi cinematici, ispirati da jungle, deep drum and bass, electro e techno.

Alice Kovalevska è un’artista e performer con base operativa a Milano. Attualmente è anche attivista culturale presso Macao - Nuovo Centro per le Arti, la Cultura e la Ricerca e il loro laboratorio transfemminista. Durante FKF LAB, si occupa del travestimento favorendo la costruzione del personaggio.

Vesper, un cyborg dalle origine sparse, illustratrice, tatuatrice in formazione e grafico all’interno del progetto Fikafutura.


EXPERIMENTAL THEATRE WORKSHOP
Character Construction through the Study of its Nonverbal Behaviour

First Module
Sharing of Experiences and Difficulties.
Mindfulness Exercises.

At the beginning of each workshop, participants will be invited to share any experiences
and/or difficulties they were confronted with in previous lessons in order for every one of us to learn and grow from one another.
The second part of the first module is comprised of mindfulness exercises to train ourselves to become aware of our body and of the space in which we train, to heighten our senses and bring consciousness to our actions in the present.

Second Module
Theatrical Exercises Relative to Space.

This module focuses on the study of movement in space, in other words, the interaction of our bodies with the room in which we find ourselves. Starting with a warmup and ending with stretching as not to stress our bodies unnecessarily, we will explore the relationship between group-work and individuality through different exercises.
Repetition of physical actions will be a key element in the continual study of mindfulness
and in creating a bodily memory of the construction of a single action, rendering it more
conscious and thus more truthful.

Third Module
Improvisation and Sequences Relative to Space.

In this module we focus on the study of the repetitiveness of stage movement in order to
find the honesty in every gesture. You will be instructed through different types of exercises, for example, some relative to psychogeography, to create a sequence of your own movements and to train your body in rendering them as natural and fluid as possible. This will aid us during the improvisation phase in which you will build, or rather, become the character you are to portray.

Fourth Module
Improvisation and Character Construction.

The final module is a study of the more explicit characteristics of the nonverbal behaviour
that defines a person. Nonverbal communication is made up of several elements, such as
facial expressions, gestures, body language and artefacts. Artefacts and clothing will be the main focus of this final part, bringing yet another level of language with which our
characters are to express themselves. This is where the magic happens, as each workshop offers different elements leading to completely different scenarios, giving every participant the chance to lead or guide the group improvisation in any direction that comes naturally.

Objectives
The objective of FKFLAB is to create a long-term project in which we study the construction of the character’s identity through the developing of a nonverbal language
based on mindfulness practices of our body in relation to the space-time dimension. Longterm because we hope to find performers interested in working with us on performances outside the context of the workshop, both in Milan and internationally. Nevertheless, this workshop is open to all, including people with no theatrical background, as the exercises we are creating can be useful when applied to any context in our lives. Our aim is to develop the concept of expression through group-work, recognising its value as a performative experience for both the actors as well as for the future spectators. We offer a space in which everyone has the freedom to express themselves without being judged or controlled in their decision making for one’s own character construction, as it is important to value individuality within a group.

Requirements
It is important that you communicate us any physical difficulty that you may have as the
principle tool you will be using during the workshop is your body.
It is required of you to wear comfortable clothes and shoes and to bring a water bottle and a change of clothes as you will get a bit sweaty.

Method
With regards to the origins of this workshop, we take inspiration from many different
theatrical methods, namely those of Jan Fabre, a Belgian director. We would like to explicit the fact that we do not promote or support his private persona and the way in which he has treated some of his performers in the past. We approach his work from a purely academic point of view, taking an interest in his study of theatrical interpretation through the use of the body and actions in the search of a more honest form of acting rather than through the exercise of one’s emotions. Our objective is to, like him, stage a real-time performance in which it is not necessary to prepare the character that we are to portray, but rather allow the character to emerge out of our actions. We suggest you watch some of his works such as: “This is theatre like it was to be expected and foreseen” and “Mount Olympus” to better
understand this concept.

Below you can find a link to an interview where Jan Fabre and a collaborator from Jan
Fabre Teaching Group explain some of the characteristics of the work:
Jan Fabre Teaching Group, Artist Interview, IWFTheatre (2016) https://youtu.be/
jGW3vfSG6kY
About Jan Fabre (2018) https://www.troubleyn.be/eng/about-jan-fabre

Warning
This workshop has no therapeutic purpose and is not an invitation to share personal emotional peculiarities. We focus on the essential study of the physical movement of the
body in an experimental theatre context in which some exercises may at first seem difficult, but by observing and working with others you will learn to accept and navigate with or through the difficulties encountered. This workshop is very flexible in what it proposes, as you may adapt yourself to your own limits to the work at hand.
Photo and Video Consent Form Every participant will be handed a Consent Form to be signed either granting or denying us the right to use your image in our videos, as each workshop is filmed in part for the creation of our visual materials as well as for a documentary of the work that we are making.

For more information and/or to participate, contact us via fikafutura@gmail.com

MEMBERS OF FIKAFUTURA

Virginia Roghi studied psychology and experimental theatre based on Jan Fabre’s methods in Rome from 2011 to 2016. She graduated in Clinical Psychology and is now working in Milan for an association that does research in applied psychology and expressive workshops. She conducts FKFLAB valuing how the body, objects and the voice are used, guiding the participants to a pure state of improvisation, one which catches even the performer off guard.

Katatonic Silentio is a sound designer and independent researcher in the sonic and
performative arts, new technologies and gender studies.
From a cultural and musical point of view, she is influenced by sound art, artivism and
queer culture. Her musical sets navigate through deep atmospheres to quick cinematic
changes inspired by jungle, deep drum and bass, electro and techno.

Alice Kovalevska is an artist and performer based in Milan. They are currently also a
cultural activist at Macao - New Center for the Arts, Culture and Research and its
transfeminist group. During FKFLAB, they guide the dressing phase for the construction of the character.

Vesper, a cyborg of scattered origins, an illustrator, tattoo apprentice and graphic designer within the FIKAFUTURA collective.

MACAO

Nuovo centro per le arti, la cultura
e la ricerca di Milano

viale Molise 68
20137 Milano

organizzazione.macao@gmail.com

ASSEMBLEA

Ogni martedì dalle 21.30