Residenze

Open program

Macao incontra Open Program / Workcenter

Per Grotowski il teatro [...] è uno strumento antico
e fondamentale che ci aiuta a vivere un solo e unico dramma,
quello della nostra esistenza. A trovare il nostro cammino
verso la sorgente di ciò che siamo.
Peter Brook, Insieme a Grotowski

Apre NowHere, che si articolerà in diversi progetti di residenza, l’incontro tra un gruppo teatrale d’eccezione e la poesia di uno storico autore della Beat Generation, Allen Ginsberg, il poeta americano autore di Urlo che insieme ad altri come J. Kerouac, W. Burroughs, L. Ferlinghetti, ha
scritto la storia e l’utopia della Beat Generation.

Il Workcenter, nato per volontà di Jerzy Grotowski, regista che traccia linee fondamentali nella storia del teatro del secondo Novecento (da uno dei suoi emblematici spettacoli, Apocalypsis cum figuris, Ermanno Olmi realizza nel 1979 un’apposita opera video), risiede dal 1986 a Pontedera in Toscana, per portare in tutto il mondo il suo lavoro attraverso spettacoli e workshop. Nel 2001 il Workcenter viene al Piccolo Teatro di Milano a ritirare il prestigioso Premio Ubu per One Breath Left, opera che lascia senza fiato chi ha avuto la fortuna di vederla; ma che, pur premiata, non ha mai avuto occasione di attraversare la piazza milanese, come tutti gli altri loro lavori. Solo ora, grazie a un primo incontro programmato da Macao nel maggio 2014 durante il Festival Folle (Agire Urbano), Open Program guidato da Mario Biagini, uno dei due team del Workcenter, porta a Milano lo spettacolo Electric Party Songs; e successivamente in luglio, con il team guidato da Thomas Richards, il Workcenter torna a Macao con The Living Room.
Prende così corpo il desiderio di dare vita a un progetto di ampio respiro Macao/Workcenter, nell’ottica di un processo di continuo scambio tra ospiti evidentemente, ognuno a suo modo, "irregolari". L’incipit di NowHere non è quindi una "toccata e fuga", modalità oggi così frequente nel teatro, nell’arte e nelle nostre vite, ma vuole concedersi sempre di più i tempi di un incontro reale. Desideriamo far sì che della storia e della qualità di questi incontri si conservi il segno, attraverso la produzione di un oggetto poetico contenente materiale testuale/audio/video, che racconta l’esperienza artistica unita a quella della residenza.

Quando siamo arrivati a Macao abbiamo capito che lo spazio è molto flessibile e che vi si potrebbero fare tutti i nostri spettacoli. Questo è interessante, perché non accade spesso che un solo posto sia così mobile e accogliente. (…) Al Workcenter cerchiamo una certa qualità in tutto quello che facciamo. Questi è legato al fare dell’attore, ma non solo; è anche parte della vita.(…) Dico questo perché a Macao mi è sembrato di percepire qualcosa di simile; il modo in cui eravate disponibili durante tutti i giorni… non stavate facendo finta di essere disponibili ed attenti.Lo eravate davvero. Questa è la stessa differenza tra un attore che recita e un attore che fa: al primo non credi, al secondo sì.
Alejandro Tomàs Rodriguez, attore di Open Program / Workcenter

www.macaomilano.org/workcenter

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