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MILANO NON SI VEDE - AIUTACI A CREARE LA MAPPA DELLA CURA

In questo 2020 abbiamo vissuto sulla nostra pelle i risultati di anni di tagli al welfare, di esternalizzazione e privatizzazione delle strutture sanitarie e non.
Abbiamo constatato i risultati di decine di anni in cui al centro non è stata messa la vita, ma il profitto.

In un momento così tragico, però, si è visto che esistono alternative a questo modello: si tratta di alternative che sorgono dal basso.
In ogni quartiere sono fiorite pratiche di mutuo soccorso messe in atto da reti di solidarietà che hanno le proprie basi negli spazi occupati, nelle associazioni culturali e di promozione sociale, nei gruppi informali che da sempre costituiscono una Milano fatta di cura reciproca, inclusione e auto-organizzazione.

Si è resistito e ci si è aiutatə a vicenda mentre si elaboravano modi diversi per gestire l’emergenza.
Tutte le soggettività che hanno permesso la sopravvivenza di chi vive Milano e altre città d’Italia lo hanno ribadito più volte a gran voce:

- potenziare i servizi di medicina territoriale e avviare una campagna di assunzioni di massa del personale medico;
- attivare un reddito di base universale incondizionato;
- riprogettare una didattica che parta veramente dai bisogni e dalla sicurezza delle studentesse/i così come delle insegnanti/i e del personale scolastico.

Questi sono solo alcuni dei punti rivendicati da più parti e che sono stati più volte ignorati.
In compenso, è stato prontamente elaborato un piano di ulteriore distruzione e svendita dei luoghi di comunità della città, tra minacce di sgombero per spazi autogestiti e indifferenza e abbandono per realtà sociali e culturali non più in grado di sostenere gli affitti delle proprie sedi.

La salute è fisica ma anche mentale, e alla base ha quelle relazioni che noi alimentiamo da sempre. Ci riferiamo agli spazi occupati, recuperati, autogestiti e a chiunque lotti per una città inclusiva, accessibile e transfemminista.
Parliamo delle Brigate Volontarie per l’Emergenza e di tutte le realtà di solidarietà e mutualismo che hanno attivato e rinnovato aiuti dal basso nei quartieri, riconnettendo artigianalmente un tessuto sociale in difficoltà. Parliamo di tutte le persone che si battono affinché l’aria, gli spazi verdi e l’ambiente vengano tutelati come bene comune fondamentale. Parliamo di chi lotta per un diritto all’istruzione, all’arte e alla cultura che sia davvero priorità e base per una società più libera. Parliamo di chi difende i propri diritti in primo luogo come essere umano oltre che come lavoratore o lavoratrice.

Lo slogan da cui siamo partitə è "Milano non si vende".
Oggi rilanciamo dicendo che "La cura siamo noi", che una via d’uscita alternativa a questa crisi sono proprio le relazioni solidali curative che si sono sviluppate tra migliaia di persone, a partire da bisogni comuni e condividendo insieme risorse ed energie. Questa fitta trama di rapporti umani da luogo ad una città che lotta per una vita dignitosa per tuttə, che ha costruito nel tempo tanti luoghi e esperienze collettive e comunitarie, che il Comune nel migliore dei casi abbandona, nel peggiore distrugge.

Pretendiamo che questa città solidale, autogestita, della cura non sia più minacciata, messa in pericolo, dai grandi interessi economici che la vogliono cancellare. Pretendiamo che questi luoghi e queste esperienze vengano tutelate, ognuna nelle sue specificità, e che siano le politiche pubbliche e amministrative a cambiare.

Contrapponiamo alla mappa degli spazi che il Comune vuole vendere, sgomberare o sfrattare la Mappa della Cura che costruiamo con i nostri corpi e le nostre pratiche, che disegniamo collettivamente ed è in continua evoluzione.

Unisciti anche tu alla mappatura delle realtà solidali di Milano cliccando qui: https://smgsx49b88o.typeform.com/to/Hyxt4m3t

Le nostre vite non si vendono, Milano non si vende.
Milano si cura e la cura siamo noi.

MACAO

Nuovo centro per le arti, la cultura
e la ricerca di Milano

viale Molise 68
20137 Milano

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Ogni martedì dalle 21.30